Martedì 22, alle 21, vi aspettiamo per una nuova serata al Caffè Letterario, questa volta in compagnia di un fotografo spezzino che amiamo molto, Gregorio Tommaseo.
Avvicinatosi alla fotografia analogica nei primi anni ’80, oggi fotografa esclusivamente in digitale. Dopo alcuni riconoscimenti a carattere locale, nel 2000 ha vinto il primo premio al concorso nazionale HP Contest. A La Spezia è stato in mostra nel 2002 con “Praga, una città sospesa nel tempo”, reportage in bianco e nero sull’affascinante capitale della Repubblica Ceca, e nel 2013, presso gli Archivi Multimediali, con “Dal tempo dipende ogni cosa” un percorso in immagini che per momenti racconta il “ciclo della vita”. Nel 2014, ha esposto poi nella vicina Sarzana, all’interno di Sconfinando, “Paesaggi dell’anima” e “Polvere palpitante, ombra che pensa”: una serie di scatti drammatici in bianco e nero sulla condizione umana in contesto urbano e un reportage sulle tombe monumentali del Cimitero di Staglieno a Genova.Nel 2015 si è dedicato al portfolio “La quinta dimensione”, un progetto denso di suggestioni che si è classificato primo alla Lettura del Circolo Idea Visiva di Campi Bisenzio, presieduto da Giorgio Tani, e terzo alla Lettura del Circolo Gieffesse di Sesto San Giovanni, per essere poi esposto nella primavera scorsa nella collettiva “Digressions” a Palazzo del Senato a Milano in collaborazione con la Rivista Photographers.
Attualmente, ispirato dal concetto di “società liquida” di Bauman, la sua attenzione è prettamente rivolta all’assenza di riferimenti e certezze che attanaglia l’uomo moderno: Tommaseo interpreta questa liquidità come un “denso fumo che avvolge e permea le enigmatiche entità che popolano i suoi scatti, ombre dall’identità incerta, mutabile e precaria” – sì, proprio come quello che vedete in foto”.

