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5-20 maggio: Mostra di Marco Fallini – IL BOSCO SCOLPITO E IL BOSCO FATATO DALL’APPENNINO AL GRANDE FIUME

Sarà inaugurata sabato 5 maggio alle 17 la mostra di Marco Fallini “Il Bosco Scolpito e il Bosco Fatato dall’Appennino al Grande Fiume”. La mostra, promossa da Lunicafoto con il patrocinio del Comune di Pontremoli e in collaborazione con UNITRE, propone 75 fotografie in bianco/nero analogico di “antiche tecniche” riprese da Fallini negli ultimi 10 anni sull’Appenino Tosco-Emiliano e nella Bassa Parmense.

La lettura silenziosa di esse ci porta a “entrare nel bosco, sentire il vento, prendere la pioggia o la neve, meditare, riposare attivamente meravigliandosi di fronte a tante naturali e paradisiache bellezze”. “Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce t’insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”, scrive l’autore, appassionato esploratore e grande affezionato alla natura delle nostre terre.

Hanno scritto dalla Comunità di Lagrimone dell’atmosfera di fiaba di questi scatti analogici, in bianco e nero, al contempo attraente e inquietante. “La luce, più intensa rispetto alla realtà, prevale e illumina i particolari. Le pose inquadrano alberi in alta montagna quindi una parte di natura poco o per nulla contaminata dalle mani dell’uomo, ma spesso modellata dagli agenti atmosferici. Alberi sempreverdi e alberi a foglie caduche, simbolo, gli uni, della fedeltà e dell’eternità e, gli altri, della fragilità umana. Boschi spesso inesplorati dall’uomo, abitati da qualche animale montano, risuonano ad ogni passo, incutendo un po’ di timore. Cosa nasconde il bosco? È molto più quello che nasconde di quello che rivela. Gli alberi bonificano l’aria senza ricevere ringraziamenti. Sono ammirati, in genere, solo da lontano e nella loro compattezza di comunità”.

MARCO FALLINI (Parma, 1943) si avvicina alla fotografia da giovane e presto unisce questo interesse all’alpinismo, altra sua passione. Iscritto al CAI Sezione di Parma dal 1967 ha partecipato, infatti, ai vari corsi di roccia e scialpinismo e percorso a piedi, fotografando, le più importanti montagne del mondo: dalla Patagonia all’Islanda, dal Nepal alla Nuova Zelanda, dall’India al Messico, con una preferenza per le “montagne di casa nostra, dove i crinali chiudono l’orizzonte verso la Lunigiana, trasferendo le emozioni e la bellezza sinuosa delle colline e dei laghi in fotografia”. Da fotoamatore ha saputo cogliere il linguaggio della bellezza appenninica, l’armonia delle architetture di pietra, senza trascurare il lavoro e le condizioni di vita di chi l’Appennino lo abita. In trent’anni di ricerca fotografica ha realizzato dunque una vasta testimonianza per coloro che apprezzano le riprese dell’ambiente e della gente, in una cornice “classica” e sempre emotiva. Da anni fotografa Parma, da ultimo nel rinnovo architettonico dissonante della città, e il suo territorio nelle architetture romaniche delle Pievi, dei Monasteri, dei castelli e dei borghi medievali; o la Bassa Parmense, dove ama perdersi fra gli argini di fiumi e torrenti. Numerose sono le sue pubblicazioni e diverse le mostre personali, in particolare tra Emilia-Romagna e Toscana. Oggi torna, per la quarta volta, in Lunigiana.

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DOVE E QUANDO
Palazzo di Giustizia – piazza della Repubblica, Pontremoli
Inaugurazione e incontro con l’autore: sabato 5 maggio
Apertura dal 5 al 20 maggio 2018 a Ingresso libero
Orari: dal lunedì al venerdì 17.00 – 19.00;
sabato e domenica 10.00 – 12.00 / 17.00 – 19.00.

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