logo

LUNIGIANA: IMMAGINI DI UNA CIVILTÀ CONTADINA

Lunigiana: immagini di una civiltà contadina
di Cesare Salvadeo

Salvadeo mostra

Lunigiana: immagini di una civiltà contadina è un reportage lungo almeno un decennio, realizzato fra i primi anni Settanta e i primi anni Ottanta nella terra dove l’autore ha trascorso infanzia e giovinezza. Nato come pura ricerca sociale, il progetto, che ricorda un poco i celebri capolavori del verismo, si è fatto presto documento storico di una terra, la nostra, che come il resto del Paese, ha dovuto fronteggiare il progresso e dunque quell’ancora incompiuto processo di profondo, rapido e radicale mutamento. Un mutamento incompiuto, sì, perché pur diverso è ancora in atto, ma che in poco tempo, all’epoca, ha travolto storia, tradizioni e cultura di una civiltà contadina che Salvadeo ha voluto sensibilmente riportare, registrare in un’indagine costante e discreta, affettuosa ma attenta. Un’indagine volta a scoprire l’uomo contadino, come tale nel contesto sempre perfettamente inserito, in tutte le sue connotazioni psicologiche e antropologiche; in tutte le sue espressioni, in tutti i sentimenti, in tutte le emozioni di quel ‘tempo perduto’ che oggi (e domani soprattutto), senza fotografie come queste, non sapremmo ricercare.

salvadeo

Fotografie che sono testimonianza preziosa di antiche abitudini e culture, di sentimenti, spazi e memorie. Fotografie che ‘trattengono’ volti, uomini e donne, naturalmente sorpresi in festa o al lavoro, nelle case e nelle piazze in cui sempre s’immergevano, nei campi e nel paese che ogni giorno percorrevano. Fotografie nelle quali essi, potentemente, fanno ingresso e nella semplicità della routine quotidiana, nella ricchezza di quella vita pura, intensa, concreta, nello spirito di quella civiltà ormai dimenticata, sembrano chiedere al ‘pirandelliano’ autore di restare, diventando così protagonisti di un racconto-ritratto che non solo resiste al passare del tempo ma ha di più il potere di ancorarci, come la memoria sacra di Salvadeo, a quelle che sono le nostre radici.

salvadeo

 

L’AUTORE

Salvadeo

Cesare Salvadeo nasce nel 1942 a La Spezia, la città che ancora abita e immortala. Infanzia e giovinezza, però, le trascorre in Lunigiana dove cresce a contatto con il mondo contadino e la natura. È qui che, dopo aver ricevuto una macchina fotografica in dono e dunque sin da bambino, si avvicina alla fotografia, la passione di una vita, che coltiva con costanza ma sempre, essenzialmente da autodidatta: unico maestro quel fotografo del paese che, per primo lo ha iniziato, alla camera oscura – e a ogni suo segreto. Cresciuto, inizia a divulgare le sue immagini a Monza, dove si trasferisce nel 1965 per ragioni di lavoro: nella verde Brianza fotografa i dolci paesaggi delle Prealpi ma anche la vita frenetica degli anni Sessanta e ha modo, grazie al famoso circolo “Corona ferrea”, di affinare ancor più la sua tecnica. Nel 1969 poi, tornato a La Spezia, approfondisce il genere che più di tutti lo affascina: il reportage, sia esso a sfondo sociale o di strada – quest’ultimo fatto di immagini del vivere quotidiano colte al volo, istantanee di frammenti di vita, di tutti quegli attimi ‘decisivi’ e sempre carichi d’ironica poesia. Tanti i riconoscimenti, in Italia e all’estero, ma per Salvadeo l’habitat giusto non è quello del ‘concorso’. Il suo desiderio è approdare a uno specifico e personale linguaggio e, così, prosegue scatto dopo scatto, collezionando numerose mostre presto, a partire dalla prima nel ’72 e grande dedicata a quel mondo contadino in cui è cresciuto e al quale è profondamente legato.

Una mostra che arriva sino a Milano due anni dopo, che dieci anni dopo va a comporre un libro, ma che soprattutto sa riscuotere, da subito, un grande successo di critica e di pubblico. Della sua opera hanno parlato diffusamente emittenti televisive (RAI e locali) e stampa: nei principali quotidiani e nelle principali riviste ha trovato spazio, insieme a Salvadeo stesso, che ha collaborato (e collabora) con “Il Giornale”, oltre che con riviste e agenzie del settore.

A oggi uno degli ultimi grandi traguardo dell’autore è stato l’esposizione del 2015 in collettiva in tre grandi città della Cina nell’ambito del Festival Internazionale di Fotografia; mentre l’ultima pubblicazione, Fifty, dell’anno prima, è dedicata a cinquanta personaggi eccellenti della sua città, La Spezia.


La mostra sarà esposta dal 21 al 31 luglio
presso la Vetrina della città
spazio espositivo – sotterranei Palazzo Comunale

L’incontro con l’autore è previsto per
venerdì 22 luglio h. 18.30 presso il Caffè Letterario
e all’interno degli appuntamenti del 
“Giardino del fiume”

  1. Pingback: Festival della Fotografia a Pontremoli - Farfalle in cammino - Associazione di turismo responsabile

Leave a Reply

*

captcha *