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DIMENSIONE ANTINATURALE

DIMENSIONE ANTINATURALE
di Bruno Madeddu

 DIMENSIONE ANTINATURALE

Dimensione Antinaturale è uno degli ultimi progetti di Bruno Madeddu, forse uno dei più ‘cari’, e opera in continuo aggiornamento. Presentato in off e in mostra all’ultima edizione di Photolux Festival, esso va a comporre anche un audiovisivo che, in dissolvenza e sonoro, l’autore si porta spesso dietro. Le immagini in mostra, raccolte nelle grandi città e capitali d’Italia ed Europa, sono tutte, rigorosamente e volutamente, in bianco e nero e non presuppongono una particolare tecnica se non l’utilizzo di un unico filtro, che le accomuna, sovrapposto in camera chiara su ciascuna, e adoperato per sottolinearne grigiore e alienazione.
Un concetto non nuovo se si pensa alle prime riflessioni sugli albori della città moderna, nelle quali già ricorreva l’idea che questa, nella sua tensione sterminata, tendesse a renderci individui alienati, rispetto al mondo e rispetto a noi stessi; individui spaesati, isterici perché travolti da quel frenetico progresso artificiale che a poco a poco è andato a invadere tutti i nostri spazi, interiori ed esteriori. Oggi, che questo fenomeno sembra sempre più potente e inarrestabile, che ciò che ci circonda fluttua in quella dimensione anti-naturale fonte di disperante spersonalizzazione, Bruno Madeddu raccoglie immagini del mondo così dense di significato da permetterci di cogliere in esse un po’ di senso: di senso profondo dei luoghi che attraversiamo, che ci formano, e dai quali non sappiamo se sarà mai più possibile liberarci del tutto.

dimensione antinaturale

dimensione antinaturale

Attraverso i suoi scatti, a oggi una quarantina d’intense e fumose visioni, non troveremo forse liberazione ma certamente chiarezza, d’emozione, e lucidità nella consapevolezza, nella possibilità dall’autore offerta di vedere le nostre figure, o le nostre ombre, così poeticamente tratteggiate, stagliarsi e inserirsi in quelle maestose e nuove geometrie del mondo, diventandone anch’esse parte: vedremo noi stessi, ‘invisibili’ eppure presenti, e sapremo essere così risposte a tutte le nostre domande.

L’AUTORE

madeddu

Sardo d’origine e sarzanese d’adozione, Bruno Madeddu inizia a scattare prestissimo: era ancora bambino quando, di nascosto, rubava alla madre la sua piccola, “magica e affascinante”, macchina per scoprire il mondo. Da lì, non ha più smesso.

Negli anni ’70 il vero ‘inizio’, prima con una Bencini Comet e poi con la “tanto sospirata” reflex. L’inizio di un percorso da autodidatta per un artista che ha saputo crescere attraversando pellicola, polaroid e infine digitale, studiando le opere dei grandi maestri (Giacomelli e Bresson su tutti) e non mancando di partecipare a workshop importanti – come quelli con gli egualmente grandi Fontana e Galimberti. Oggi i suoi scatti – sempre volti alla dimensione del reportage, delle figure ambientate e dei ritratti – condensano estro creativo e interesse, puro sincero e appassionato, per la bellezza dell’avventura umana.

Socio del Club Fotografico Apuano di Carrara, in passato è stato socio anche del Gruppo Polaser di Faenza, ‘laboratorio’ per soli artisti Polaroid nel quale ha potuto incontrare Pino Valgimigli e il già citato Galimberti, curatori entrambi del libro Magicopolaservivere dove Madeddu ha potuto inserirsi. Iscritto alla FIAF dal ’95 e alla FIAP dal ’98, ha raccolto diverse onorificenze, fra cui i prestigiosi AFIAP e EFIAP. Onorificenze che spiccano ma non “prevalgono” sulle oltre 2400 ammissioni ai concorsi FIAF e FIAP che gli hanno garantito più di 160 vittorie e un successo tale da far balzare il suo nome in testa a tutte le classifiche. Oltre a questi, molti i premi vinti in Italia e all’estero come il Truciolo d’oro, nel 2012, il riconoscimento come Miglior autore a Esch (Lussemburgo) e il Premio Reus Medalla oro Guadì a Reus (Spagna), l’anno scorso.

All’attivo ha oltre 60 mostre fotografiche in varie città italiane, due collettive internazionali – in Danimarca e Germania – e due progetti distinti esposti all’interno delle Mostre CIRMOF. Va fiero, inoltre, delle fotografie presenti al Museo di Reus in Spagna e di quelle relative alla celebre corsa Millemiglia, oggi esposte al Museo della Fotografia di Brescia. Da non dimenticare, infine, i moltissimi scatti pubblicati in cataloghi, riviste di settore e volumi, fra i quali ne compare uno storico dedicato a celebri imprese partigiane in Lunigiana.


La mostra sarà esposta dal 21 al 31 luglio
presso la Vetrina della città
spazio espositivo – sotterranei Palazzo Comunale

L’incontro con l’autore è previsto per
giovedì 21 luglio h. 18.30 presso il Caffè Letterario
e all’interno degli appuntamenti del 
“Giardino del fiume”

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